Archive for March, 2010

La ricerca della felicità

Thursday, March 18th, 2010

Questo è un film da vedere.

In questo film c’è tutto: la “fame”, che ti fa fare cose eccezionali, la fiducia in se stessi, la capacità di rialzarsi sempre, la motivazione che solo un bimbo ti può dare, tanti soldi da conquistare, tanta polvere mangiata, sacrifici.

La mia vita mi sembra una versione in miniatura di questo film, a parte che mia moglie è l’antipodo della moglie di Will Smith (nel film) e che non mi sono mai ritrovato a dormire in metropolitana.

Fa male vedere questo film, ma serve, e parla a chi ha orecchie per sentire e voglia di migliorare.

Cosa fa di te un leader?

Wednesday, March 10th, 2010

Pian piano, leggendo librozzi pesanti sulla psiche umana, mi sto facendo un’idea di cosa serva per essere un vero leader.

L’idea che mi sono fatto è che nei librozzi si parli molto di intelligenza emotiva, di empatia, ma poi si trascuri il vero ingrediente principale di una leadership.

Questo ingrediente è: una visione.

San Paolo, Gandhi, Giulio Cesare, Bill Gates, Hitler, Mandela… tutti questi personaggi avevano una cosa in comune: una visione.

Giusta o sbagliata che sia, una visione è il modo che i leader hanno per legare a loro le persone. “Non lo faccio per me, lo faccio per la causa”: ognuno di loro avrebbe potuto pronunciare questa frase.

La domanda più importante per chi vuole diventare un leader è: in cosa credi? In cosa vuoi fortemente che credano tutti gli altri? Qual è la tua visione?

Sopra e dentro

Sunday, March 7th, 2010

Tempo fa cercavo lavoro. Avevo i capelli lunghi con la coda, e parlavo con l’amministratore delegato (o CEO, come amava definirsi) di una piccola azienda.

io: …e così queste sono le mie competenze

lui: tutto molto bene, solo una cosa: taglia i capelli, così sarai più presentabile

io: secondo me quello che conta è ciò che hai DENTRO la testa, non sopra

lui: allora se per te non conta, tagliali

Il giorno dopo avevo i capelli in stile “marines”

State affamati, state pazzi

Sunday, March 7th, 2010

Qualche volta dubito di vivere una vita sensata.
Quanto tempo perdo? Quante cose belle per me e per gli altri non faccio?
E quanto cambio quando ottengo quello che voglio?

Ho scoperto questo video in un corso di formazione molto bello, a cui ho partecipato qualche mese fa.
Parla Steve Jobs, per chi non lo conoscesse (qualcuno sulla luna?) si presenta nel video. I due video (parte prima / parte seconda) fanno circa un quarto d’ora di tempo, ma meritano di essere visti.

Tipi d’intelligenza

Thursday, March 4th, 2010

Eccomi qui, a parlare di nuovo della mia intelligenza.

Giuro, è l’ultima volta, anche perché chi esagera con l’argomento dimostra proprio di essere stupido.

Parlavo nell’altro post di come un’etichetta appioppata da piccoli possa cambiare la vita di una persona. La mia era riflessivo e intelligente.

Col tempo mi sono interrogato su cosa significhi essere “intelligente” (se davvero lo ero, almeno volevo sapere in cosa consistesse questa caratteristica!), e così ho trovato la teoria delle intelligenze multiple, e mi è piaciuta molto.

Secondo questa teoria, esistono nove manifestazioni diverse dell’intelligenza. In pratica, un musicista è intelligente, un fisico è intelligente, ma le loro intelligenze sono di tipo diverso.

Secondo Goleman, due manifestazioni di intelligenza sono quella interpersonale (rapporti con gli altri) e intrapersonale (comprensione di se stesso).

Secondo me – non ho una preparazione teorica, ma ho capito un po’ di cose “sul campo” – le persone compensano la scarsità o l’abbondanza di un certo tipo di intelligenza con altri tipi.

In questo modo, è davvero difficile trovare una persona “totalmente stupida”, perché i suoi limiti nelle capacità di un certo tipo sono compensati dall’esercizio di un altro tipo di intelligenza che lo aiuta a “sopravvivere”.

Goleman contesta duramente i test di intelligenza classici, che evidenziano la capacità di vincere una partita a scacchi, ma non quella di convincere qualcuno a votare questo o quello, oppure quella di capire cosa fa stare così male se stessi.

E io sono d’accordo con lui, anche se questo significa evidenziare soprattutto i miei limiti.

Un giorno parlerò anche di come la mia vita è cambiata applicando solo un minimo di quella intelligenza di cui parla Goleman, e di come questo ha cambiato la mia persona.